
Negli ultimi anni Milano è stata spesso indicata come la città con il mercato immobiliare più vivace d’Italia. I prezzi sono cresciuti, sono arrivati nuovi investitori, interi quartieri si sono trasformati grazie a importanti interventi di riqualificazione urbana e il capoluogo ha consolidato il proprio ruolo di polo economico e finanziario del Paese.
Ma oggi, in un contesto caratterizzato da costi della vita sempre più elevati e da un mercato che sembra aver raggiunto livelli di prezzo molto importanti, molti proprietari e investitori si fanno la stessa domanda: Milano ha ancora margini di crescita? E soprattutto, ha ancora senso investire nel mattone milanese?
Per rispondere è utile partire dai numeri. I dati pubblicati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate relativi al primo trimestre del 2026 raccontano un mercato italiano che continua a muoversi, con compravendite in aumento e un settore delle locazioni che, pur mantenendosi stabile nei volumi, continua a registrare canoni in crescita.
In questo scenario Milano continua a distinguersi, confermandosi tra le città più dinamiche del Paese. Cerchiamo allora di fare luce sulla condizione attuale della nostra città.
I primi tre mesi del 2026 hanno restituito un quadro complessivamente positivo per il mercato immobiliare italiano. Tra gennaio e marzo sono state compravendute quasi 180 mila abitazioni, per la precisione 179.654, con una crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Si tratta di un dato che conferma una tendenza ormai consolidata. Dopo una fase di rallentamento legata all’aumento dei tassi e all’incertezza economica, il mercato ha ripreso a crescere con continuità già dalla metà del 2024 e continua a mostrare segnali incoraggianti.
L’incremento delle compravendite ha interessato tutte le aree del Paese. Le performance migliori arrivano dal Nord Ovest e dal Sud Italia, entrambe in crescita del 5,1%, seguite dal Centro (+4,6%) e dalle Isole (+4,8%). Più contenuto, ma comunque positivo, il risultato del Nord Est, che registra un aumento del 2,2%.
Un aspetto interessante riguarda la distribuzione delle transazioni sul territorio. Non sono cresciute soltanto le grandi città: anche i comuni non capoluogo hanno fatto registrare un aumento delle compravendite, addirittura leggermente superiore rispetto ai capoluoghi. Un segnale che conferma come la domanda abitativa stia interessando un numero sempre maggiore di aree, anche al di fuori dei tradizionali mercati più forti.
A sostenere il mercato continua a essere anche il credito. Quasi una compravendita su due è stata effettuata attraverso un mutuo ipotecario e il volume complessivo dei finanziamenti concessi ha superato gli 11 miliardi di euro. Rimane inoltre molto elevata la quota di acquisti effettuati con le agevolazioni prima casa, che rappresentano quasi tre operazioni su quattro.
Da segnalare poi l’ottimo andamento delle nuove costruzioni. Sebbene rappresentino ancora una quota limitata del mercato, le abitazioni di nuova realizzazione hanno registrato una crescita del 14,6%, ben superiore rispetto a quella del comparto residenziale nel suo complesso. Un dato che conferma come gli immobili efficienti dal punto di vista energetico e progettati secondo standard moderni continuino ad attirare l’interesse degli acquirenti.
Sul fronte delle locazioni, il numero di nuovi contratti stipulati è rimasto sostanzialmente stabile. Nel primo trimestre del 2026 ne sono stati registrati circa 263 mila, con un incremento molto contenuto rispetto all’anno precedente. Ciò che cambia, però, è il valore dei canoni: il monte canoni complessivo dei nuovi contratti è cresciuto del 4,1%, segno che la domanda continua a sostenere i prezzi, soprattutto nelle aree più richieste.
Nel primo trimestre del 2026 le otto maggiori città italiane hanno registrato nel complesso una crescita delle compravendite del 6,1%, quindi superiore alla media nazionale. All’interno di questo gruppo, Milano si posiziona tra le realtà più performanti.
La classifica delle grandi città per crescita delle compravendite vede infatti:
1. Torino: +9,2%
2. Genova: +8,7%
3. Milano: +7,1%
4. Palermo: +6,6%
5. Napoli: +5,3%
6. Roma: +5,1%
7. Bologna: +3,4%
Il terzo posto generale di Milano assume un significato particolare se si considera il livello raggiunto dalle quotazioni immobiliari cittadine. Mentre altre città partono da valori medi sensibilmente più bassi, Milano continua a crescere nonostante sia il mercato più costoso d’Italia. Questo significa che la domanda rimane sostenuta e che la città continua ad attrarre famiglie, professionisti, investitori e acquirenti provenienti da altre aree del Paese.
Naturalmente il mercato milanese presenta anche alcune criticità, a partire dal tema dell’accessibilità economica e dall’aumento dei costi abitativi. Tuttavia, guardando esclusivamente ai numeri delle compravendite, il primo trimestre del 2026 conferma una tendenza chiara: Milano continua a essere uno dei principali motori del mercato immobiliare italiano e mantiene una capacità di attrazione che poche altre città possono vantare.
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Fonti: Agenzia delle Entrate